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DucatoL’attuale momento storico non porta con sé “solo” una gravissima emergenza sanitaria, bensì mette in ginocchio persone che prima camminavano con le proprie gambe senza aver mai avuto bisogno di rivolgersi ad aiuti esterni. Chi prima riusciva a vivere dignitosamente grazie a lavori anche saltuari o stagionali – presso i mercati rionali, i parchi di divertimento, piccoli teatri e altre realtà similari – ora non è più in grado di provvedere neppure ai propri bisogni primari.

Sull’esperienza del primo lockdown la Mensa del Sacro Cuore ha suddiviso il servizio in più modalità, vale a dire il pranzo da asporto per chi si reca fisicamente alla mensa, la consegna a domicilio per le persone in isolamento o a rischio e il servizio ai tavoli. Questa decisione è dovuta a una conseguenza molto triste della pandemia in atto e di cui forse si parla molto poco, la solitudine. A volte il ricevere un pacco alimentare fermandosi a raccontarsi poche cose dietro una porta è l’unico momento di relazione che si può avere; e lo stesso vale per la scelta di continuare a far accomodare gli ospiti al tavolo per consumare il pranzo. Infatti, molti di loro avrebbero come alternativa un pasto privo di dignità su una panchina o su un marciapiede. L’aver organizzato una mensa all’aperto – con tutte le precauzioni del caso – consente loro di pranzare seduti a un tavolo e in compagnia di qualcuno con cui scambiare qualche parola.

 

Pensando in prospettiva, questa necessità dovrà continuare perché possa configurarsi come servizio che va oltre la questione emergenziale evitando in tal modo, sia l’imbarazzo di chi è costretto a mettersi in coda per ricevere prodotti di prima necessità che le difficoltà oggettive di spostamento di chi ha problemi di deambulazione o altri impedimenti di tipo fisico. Si tratta di tutelare la salute di chi oltre ad avere scarsi mezzi economici è anche maggiormente esposto al rischio pandemico per via dell’età avanzata o delle patologie di cui è affetto. Non è da sottovalutare il numero elevato di richieste di consegne a domicilio da parte di persone in isolamento cautelativo o in quarantena dovuta alla positività al virus.

Obiettivo del progetto: portare un aiuto concreto ed efficace alle persone che non riescono a vivere in modo decoroso.

A questo fine il progetto si propone di fornire cibo e beni essenziali per la sopravvivenza delle persone tutelando la privacy e la dignità di chi è sempre stato autonomo, mentre ora versa in situazioni di disagio. La consegna a domicilio di generi di prima necessità, medicinali, prodotti per l’igiene personale e per la pulizia della casa e altre tipologie di beni è – in un momento delicato come quello attuale – una necessità che si impone con forza e alla quale la Mensa vorrebbe rispondere attivamente.

In particolare, il progetto intende realizzare:

Contribuire all’acquisto di un furgone per le consegne (probabilmente un Fiat Professional Ducato).

Accanto all’acquisto del furgone necessario per le consegne, il progetto vedrà un attivo coinvolgimento dei soci afferenti a club partecipanti che sarà strutturato in due distinti ambiti di azione:

  1. Non appena le condizioni sanitarie lo consentiranno i soci svolgeranno attività di volontariato presso la mensa. Nel rispetto delle regole di funzionamento della stessa, i soci potranno essere coinvolti nella attività di preparazione dei pasti e dei pacchi alimentari e nella somministrazione e distribuzione degli stessi.
  2. I club si attiveranno per costruire un gruppo di lavoro per la ricerca di partner (imprese agro-alimentari, catene di distribuzione, piccoli produttori del territorio) disponibili a creare una rete di supporto alle attività della mensa fornendo gratuitamente o a prezzi calmierati i propri prodotti.

Riunioni

Conviviale

2° lunedì del mese

Non conviviali

1°, 3° e 4° lunedì del mese

Quando

Ore 20.00

Dove

Circolo dell'Unione Industriale

via Vela, 15

10128 - Torino

Super User Programma 7049

2022 04 00 programma